Biblioteca Angelica

La vita silente alla biblioteca angelicaAveva appena chiuso il volume e si era alzato per riportarlo al bancone centrale quando, impercettibilmente, si sentì osservato. Voltandosi la vide, ferma con la rivista tra le mani, ma non cambiò minimamente espressione, anzi le fece cenno di sedersi accanto a lui.

In un orecchio le sussurrò appena: “Come si usa dire … qual buon vento?”

Lei gli porse la rivista. “Pagina tredici” disse con un filo di voce per poi aggiungere d’istinto: “E’ la mia copia. Volevo regalargliela per ringraziarla” (…)

Quella mattina Guido indossava un semplice cardigan blu, una camicia bianca e una cravatta scura, in tinta con il golf e in contrasto con i larghi pantaloni grigi. Le maniche erano rimboccate per poter scrivere più comodamente. L’abbigliamento sportivo lo rendeva più giovanile.

Benvenuta nel mondo della Biblioteca Angelica. Sa che quel salone lo ha disegnato Vanvitelli? Le piace?”

Moltissimo. E’ un luogo incantato”

Guido annuì con un cenno della testa: “E’ uno dei pochi posti in cui ci si sente sempre a proprio agio, sicuri di poter pensare e soprattutto che quel pensare sia … giusto”

Che strana osservazione fatta da un docente.

Professore, ho compiuto la mia piccola missione. La lascio ai suoi studi”

Aspetti ad andare via: ormai è qui, in questo luogo speciale. Scelga anche lei un libro e si sieda accanto a me ad ascoltare questa musica silenziosa” disse accennando alla sala di lettura …