L’alter ego Jaufre

Tra queste due parti della stessa personalità, vibrava nascosta una porta che soltanto lui poteva varcare, che apriva su un mondo vietato a chiunque: il regno della sua fantasia, la sua vera

dimensione, folle e appassionata, in cui sentirsi padrone delle sue idee, libero come un trovatore d’altri tempi, sapiente cantore del trobar clus, il carmo oscuro.

In lui ogni emozione, ogni sogno, ogni vibrazione del proprio animo venivano vissuti come una colpa e indirizzati verso un’altra parte di sé, il lato nascosto della sua personalità.

Tale sistematica deviazione emotiva si era strutturata in una nevrosi razionale, che si esprimeva nel massimo controllo delle sue azioni e in quelle degli altri. Se gli si chiedeva l’ora, sapeva rispondere con precisione senza guardare l’orologio.

In tale divario, la sua vita parallela poteva scorrere liberamen­te al di sopra di ogni suo gesto, con lo stesso ritmo del suo re­spiro, perché quello era il suo cuore, lì sostava ogni suo deside­rio e solo in quella dimensione riusciva ad unificarsi con l’altra parte di sé. Tutto il resto era solo vita contingente …

 

Colonna sonora

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