Recensione dello scrittore Carlo Pompili (“Il potere”, “La prova”)

Pubblicata nella pagina “Scrittori AlterEgo edizioni” ecco l’opinione di uno scrittore:

“La vita silente” di Luisa Sisti

Italia,1963. Il miracolo economico è alle spalle. E’ l’anno della tragedia del Vajont. Quello dell’emozione e della commozione universale per la morte di Kennedy e di papa Giovanni XXIII,due uomini che erano indicati dalle folle come simboli di speranza e di pace.
Ma erano comunque i mitici anni sessanta. Tutto era splendido,bello. La vita stessa era bella da vivere.
Questo lo scenario in cui l’autrice colloca la vicenda. Guido Vivanti, maturo professore universitario apparentemente distaccato ed impermeabile alle vicende che aleggiano attorno a sé,e Laura Savini,giovane editorialista,sognatrice,come si conviene ad una giovane donna coeva del proprio tempo,incrociano i loro destini in un abbraccio.
Nulla,da quel momento,sarà più lo stesso. Il sentimento che accomunerà i loro destini condurrà ambedue su binari condivisi o talvolta paralleli. Simbiosi di anime e di corpi che si cercano con voluttà e si distaccano con fragoroso dolore.
Luisa ne descrive il progresso con padronanza e senza eccedere al fervore dettato dalla contingenza. Non tinte forti ma sapienti pennellate quando sarebbe più semplice ritrarne i lineamenti con eccesso di verbo.
Un lavoro di puntigliosa ricerca e di scanzonato cambiamento nella sua colonna sonora,che abbandona il melodico per la “beat generation”. Ma anche echi wagneriani,Debussy e Grieg.
L’autrice si muove nel solco tracciato dalla Casati Modigliani senza le digressioni e le moine delle sue eroine. Eleganza,personalità,stile. Dunque,chapeau.