Dall’altra parte del filo

novembreEra rimasto intrappolato, vittima delle proprie emozioni, nella rete di complicità intessuta con Laura. Con l’aprirsi del fronte incontrollabile della passione, mai realmente contemplata fino ad allora, aveva sperimentato, ormai in età matura, il prevalere dell’istinto sulla ragione, la lotta tra la nevrosi e il sentimento, in una costante alternanza di stati d’animo. La personalità strutturata era minata dalle paure, le certezze arretravano di fronte alle decisioni impossibili: nel quadro perfetto della sua vita era entrato l’elemento dell’anarchia del desiderio puro. Dopo un lungo periodo di silenzio, quel giovedì 12 novembre, Laura decise di rompere gli indugi e nel primo pomeriggio, in orario di ricevimento degli studenti, compose il numero dell’università per chiamare Guido.

«Sono Laura, ti disturbo?».

«Sono solo in questo momento, non preoccuparti. È tanto tempo che non ci sentiamo…» ma preferì non anticipare nulla della sorpresa che aveva in serbo per lei: i biglietti per il Tristano e Isotta che a giorni sarebbero stati recapitati sulla sua scrivania.

«Volevo soltanto augurarti buon compleanno».

Dal telefono giungeva il ticchettìo delle telescriventi: «Grazie, Laura, non mi aspettavo che tu chiamassi un anziano bisbetico come me, in questo grigio pomeriggio di novembre».

«Guido, non è da te compiangerti; soprattutto, tu sai quanto ti desidero» …

 

Dalla ‘colonna sonora’ del romanzo: Liebestod (R. Wagner, Tristan und Isolde)

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