Libertà!

Nella tarda mattinata del giorno successivo, alla redazione del “Corriere”, i cronisti erano impegnati a comporre i primi resoconti della manifestazione dei metalmeccanici a Milano: chi diceva cinquantamila a piazza Duomo, chi addirittura il doppio, resta il fatto che degli incidenti – temuti ma attesi – non se ne era registrata nemmeno l’ombra.
Nel trascrivere la notizia di un tamponamento tra una ‛600 e un autobus, Laura continuava a pensare alla promessa fatta a Goffredo e, peggio, alla lettera per Guido chiusa nella borsetta.  …
Il ronzìo del telex, posizionato dietro le spalle, la fece sobbalzare, nonostante quel suono fosse divenuto parte integrante della sua vita; i tasti iniziarono la loro corsa sul rullo della carta che avanzava veloce; dopo un minuto la testa della notizia già sfi orava il tavolo: vedendo che Laura faceva finta di nulla, un collega si avvicinò. Incuriosito, strappò la lunga striscia perforata e la parte di bobina con il testo.
«Laura! Leggi qui!» esclamò ripiegando il foglio e passandolo alla donna, presa da altri pensieri.
«Oh Savini, leggi ti dico!» insistette con un colpetto sulla spalla.
Seccata, Laura prese il foglio e iniziò a leggere, le righe che via via si confondevano ai suoi occhi: “La Corte Costituzionale, con sentenza numero 147 depositata questa notte, ha dichiarato illegittimi gli articoli 559 e 560 del ‛Codice Penale’. Adulterio e concubinato cessano di essere considerati reati, vengono abrogate tutte le sanzioni penali in materia. L’adulterio resta grave ingiuria nel processo civile ma decadono oltre diecimila casi di condanne in Italia…” Rilesse da cima a fondo il dispaccio di agenzia e ne bevve ogni parola,anche gli spazi; poi, abbracciando i colleghi uno a uno, scoppiò in un pianto liberatorio: era finita! L’incubo era finito!

Colonna sonora: Venus, “The shocking blue” (1969)